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Lavorare allo Studio RAM offre una serie di benefici. Se è vero che ridere fa bene al cuore, noi non moriremo mai, almeno non di infarto.C’è un nonsoche di magico nel sapere sorridere anche delle proprie disavventure.

Ci sono infatti tante storie strane che attraversano la RAM. Per iniziare, non so se ci siete mai venuti a trovare ma lo studio è praticamente sulla strada, il che ha assolutamente qualcosa di kerouaco ma allo stesso tempo ti fa sentire in un acquario. Molti passanti infatti rallentano il passo per lanciare un’occhiata mentre molti altri dopo un po’ ci snobbano, fanno finta di non vederci e a forza di far finta si dimenticano sul serio che noi siamo lì dall’altra parte del vetro.

Così mi capita, mentre cerco di scrivere, di sentirmi tutta una telefonata su un nuovo progetto di business padano che sicuramente darà il via a un cambiamento epocale. Oppure mi guardo in diretta una scena da telenovela spagnola con la coppia che litiga e lui che la insegue gridando e correndo per strada…Mi consolo, almeno ancora nessuno ha fatto la pipì sulla saracinesca.

Poi ci sono i casi speciali, quelli che restano scolpiti nella storia della RAM e diventano degli aneddoti.

Un giorno viene una signora che dice di voler girare un cartone animato, afferma di aver inventato lei la divisione in generi letterari e vuole che noi le facciamo un cartoon a partire da un libro degli anni ’70. A un certo punto, dopo averla ascoltata, le è stato detto che noi potevamo realizzare un cartone ma che ci volevano un po’ di soldi. E qui la genialità della signora, un attimo, una frase che è come una staffilata ghiacciata così comica e improvvisa da restare interdetti. Insomma, la signora dice: “Va bene, allora quando voi avrete i soldi fatemi sapere così vi porto anche il libro da leggere”. Cosa resta da dire? Si può solo riflettere sull’innocenza e la pseudonormalità del tono usato. Chissà se avremo mai i soldi per realizzare il suo cartone.

Un’altra volta entra in un studio un aspirante scrittore che chiede un preventivo per la stampa e la pubblicazione del suo libro. E che comunque voleva lasciarci la sua immensa creazione.
– “Quindi non è un libro”
– “No, è un libro, ma non è ancora stato pubblicato, mi dovreste fare un preventivo”
– “Ma noi non stampiamo né pubblichiamo libri”
– “Ah, ma io voglio lasciarvelo lo stesso”
– “Cosa”
– “Il mio libro, anche se non è stato stampato”.
Sigh.

E tre. Per un po’ qui in studio ha vissuto una gatta. A parte il fatto che era lei a guardare in cagnesco i cani di fuori e a lanciarsi contro di loro avendone la possibilità, capitava, dato che era una gatta e i gatti si sa, si fanno gli affari loro, di dimenticarsela chiusa in studio di notte. E visto che era chiusa, dove ha pensato bene di andare in bagno? Ovviamente proprio dove il giorno dopo si sarebbe tenuta una conferenza Proprio lì, ai piedi del tipo che parlava davanti a tutti c’erano i resti infami, gli scarti digeriti dalla Bossy cat il giorno prima. Allora, con mirabile tranquillità, Marco Ficarra avvista l’ammasso, si alza anche lui come un felino e scatta veloce a raccogliere tutto. Davanti alle persone sedute e attente. Che forse per pietà non ne hanno mai parlato.

Infine, vi devo raccontare di quante persone chiamano per affittare una stanza al RAM hotel? E di quanti cuochi, camerieri e portieri mandino il curriculum per trovare lavoro al RAM hotel?

Ora che ci penso, anche se non affittiamo stanze nello sgabuzzino forse un sacco a pelo messo in diagonale ci starebbe. Che dite, aumenterebbe la produttività?