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Finalmente siamo riusciti a mettere un po’ d’ordine tra le tonnellate di foto e stimoli che ci hanno bombardato durante i giorni della Fiera del libro di Bologna. Si può dire che la bellezza ci ha titillato i neuroni, abbiamo imparato qualcosa in più su argomenti che probabilmente non avremmo mai cercato autonomamente e che invece si sono rivelati utilissimi, ci siamo riempiti occhi (e tasche, con i gadget) e ci siamo portati in studio tante nuove idee.
Abbiamo incontrato tante persone e bevuto parecchi caffè (costosissimi!); ci siamo fatti un bagno nel passato, soprattutto nei primi giorni, quando per i padiglioni capitava di incontrare i Power Rangers (non abbiamo resistito, li abbiamo fermati), il mitico My Little Pony arcobaleno e il simpatico Doraemon…
Ospite d’onore quest’anno è stata la Cina ma purtroppo l’uso delle luci e i conseguenti riflessi sui vetri hanno fatto sì che tutte le foto degli illustratori cinesi venissero male. Fidatevi però del nostro giudizio: ce n’erano di veramente speciali! 😉
Altra sorpresa è stato lo stand dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna che ha portato una buona selezione dei libri pubblicati dall’università negli ultimi anni. Oltre alle opere di ragazzi e professori, ogni giorno si sono alternati nello stand performance di disegno dal vivo con giovani artisti.

Ci ha colpito tantissimo il padiglione di Hong Kong con libri rilegati con materiali diversi, copertine ricamate,carte speciali, laser 3d e pubblicazioni che integrano la parola, il disegno, il colore e la tecnologia di luce, video e suono.

All’opposto, la corsia (gli editori erano veramente tanti!) spagnola con libri dark con illustrazioni simili a quelle dell’italiano Stefano Bessoni e le copertine di merletto nero.

E poi gente, gente ovunque: file di ragazzi con il loro portfolio, persone di culture diverse che a Bologna si sono incontrate per qualche giorno, riportandosi poi a casa un tassellino nuovo. E in fondo le novità sono sempre nate così, attraverso l’incontro e l’ibridazione. Ed è proprio questo che ci siamo riportati in studio: di tutto un po’.